L’impronta dello sviluppo urbano sugli oceani: le strutture marine hanno già modificato un’area di circa 2 milioni di chilometri quadrati

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Le strutture costruite dall’uomo negli oceani a livello globale arrivano oggi a modificare un’area di oltre 2 milioni di chilometri quadrati, destinata a crescere ulteriormente del 50-70% entro il 2028. Si tratta di costruzioni, concentrate soprattutto in prossimità delle coste, che spesso modificano delicati habitat naturali, con conseguenze negative sulla biodiversità e sull’equilibrio degli ecosistemi marini. Una situazione che è destinata a farsi sempre più preoccupante anche a causa delle conseguenze del cambiamento climatico causato dall’uomo. Ma ci sono molte alternative possibili per sostituire questo tipo di sviluppo con soluzioni che garantiscono un approccio sostenibile alla gestione degli oceani.

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