La pandemia e il ruolo chiave del sequenziamento genomico

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A metà gennaio del 2020 un gruppo di ricercatori cinesi e australiani pubblicava per la prima volta l’intera sequenza di quel virus, allora sconosciuto, che stava provocando un esteso focolaio di casi di polmonite ad eziologia non nota nella città di Wuhan. Il patogeno, che sarebbe poi stano denominato SARS-CoV-2, cominciava ad assumere un’identità molto più precisa: il suo lungo genoma, composto da quasi 30 mila basi, era stato decifrato e si iniziava a conoscere meglio anche la sua formidabile chiave di accesso alle cellule umane, quella proteina spike che è in grado di legarsi in modo estremamente efficace al recettore Ace2, presente in modo diffuso nell’intero organismo umano e soprattutto nelle vie respiratorie.

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