Cellule killer del sistema immunitario riconoscono ancora Omicron

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Quando lo scorso novembre gli immunologi Wendy Burgers e Catherine Riou hanno sentito parlare della variante di coronavirus chiamata Omicron, sapevano che avrebbero dovuto trovare le risposte ad alcune domande importanti. Il genoma di Omicron appariva pieno di mutazioni – più di 30 nella regione che codifica per la proteina spike, usata nei vaccini per COVID-19 – il che significava che l’efficacia degli anticorpi suscitati contro le varianti precedenti avrebbe potuto essere compromessa.

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