Depressione, quando è colpa anche del Covid-19: lo studio dell’Università di Padova

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Se da un lato è ormai cosa nota che gli effetti del virus Sars-CoV-2 non sempre terminano con il tampone negativo di fine isolamento, dall’altro non sono ancora del tutto chiari gli strascichi della malattia nel breve e lungo termine non solo a livello fisico, ma anche neurologico e psichiatrico. A luglio 2020 è stato fatto il punto su quali danni potesse provocare il virus al cervello; due anni dopo si sa anche che i pazienti affetti da Covid-19 possono presentare, dopo la guarigione, sintomi depressivi in maniera significativamente maggiore rispetto ai soggetti sani e mostrare una ridotta connettività funzionale locale nella corteccia temporo-parietale. Questo, in particolare, è quanto emerso dallo studio Altered brain regional homogeneity is associated with depressive symptoms in COVID-19, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Affective Disorders, condotto da un team di ricercatori coordinato dal professor Fabio Sambataro del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova.

Fonte news: Università di Padova (clicca per approfondire)