Ordine dei Biologi del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino Alto Adige

“Il Lago di Fimon: quale futuro?” – resoconto e prospettive del convegno tenutosi il 29 maggio 2026 ad Arcugnano con il patrocinio dell’Ordine dei Biologi del Triveneto

Data:
18 Giugno 2026

“Il Lago di Fimon: quale futuro?” – resoconto e prospettive del convegno tenutosi il 29 maggio 2026 ad Arcugnano con il patrocinio dell’Ordine dei Biologi del Triveneto

L’incontro, promosso da Accademia Olimpica insieme alla Provincia di Vicenza e con il contributo dell’Ordine dei Biologi del Triveneto, è stato dedicato allo stato di salute del Lago di Fimon e alle possibili strategie per assicurarne la conservazione nel lungo periodo. Il lago è considerato un ecosistema di grande valore naturalistico ma soggetto a un progressivo degrado ambientale.

Il Dr. Stefano Salviati ha portato i saluti della Presidente dell’Ordine Biologi del Triveneto, Dr.ssa Lucia Zanatta, sottolineando il valore ambientale, naturalistico e culturale del lago, considerato un patrimonio importante per il territorio vicentino e veneto. Ha evidenziato la fragilità dell’ecosistema e la necessità di affrontarne il futuro con un approccio scientifico, multidisciplinare e condiviso. La tutela del lago è presentata come una questione che coinvolge biodiversità, qualità della vita e sostenibilità delle attività umane. È stato riconosciuto il ruolo fondamentale dei biologi nello studio degli ecosistemi acquatici, nel monitoraggio ambientale e nella definizione di strategie di gestione sostenibile. Per affrontare le criticità del Lago di Fimon sono ritenute indispensabili collaborazione tra istituzioni, investimenti nella ricerca e partecipazione delle comunità locali. L’Ordine dei Biologi del Triveneto conferma infine il proprio impegno a collaborare per promuovere cultura scientifica, educazione ambientale e buone pratiche di gestione degli ecosistemi.

Sintesi degli interventi:

Riccardo Muraro, esperto naturalista, nella relazione “Gli habitat del lago” ha spiegato di come il Lago di Fimon, considerato il più antico lago del Nord Italia, abbia attraversato nel corso della sua storia millenaria continui cambiamenti che lo hanno progressivamente plasmato fino ai giorni nostri. Si tratta di transizioni naturali, tipiche di tutti gli ambienti umidi, che ne hanno modificato struttura, funzioni ed equilibri ecologici. Negli ultimi decenni, al naturale processo evolutivo si sono affiancate nuove e significative influenze di origine antropica, con cui il lago ha dovuto confrontarsi, incidendo profondamente sulla sua naturalità e sul suo funzionamento ecologico.

Bianca Maria Lucchini, assegnista di ricerca presso il Laboratorio di Ecologia Acquatica di UNIPR, nella relazione “Qualità delle acque, proposte per migliorarle e controllarle” ha disquisito sullo stato qualitativo delle acque del Lago di Fimon e sui processi biogeochimici che ne influenzano il funzionamento con particolare approfondimento delle dinamiche disaccoppiate di ossigeno e carbonio negli ecosistemi acquatici poco profondi. In tali contesti si possono favorire l’accumulo di carbonio labile in condizioni di ridotta disponibilità di ossigeno, portando a fenomeni di metanogenesi accompagnati da possibili effetti di tossicità a carico degli apparati radicali delle macrofite.

Andrea Coppi, Professore associato all’UNIFI, nella relazione” Evoluzione della vegetazione a canneto e proposte per il suo ripristino” ha trattato il problema del die-back della cannuccia di palude, i primi risultati di monitoraggio e caratterizzazione genetica di Phragmites australis proveniente dal lago di Fimon e le possibili strategie per la propagazione del germoplasma in Fimon.

Andrea Bertolo, Full Professor all’Università del Québec, nella relazione “Gestione delle piante acquatiche: rischi ed opportunità” ha presentato alcune esperienze fatte in Quebec sulla gestione delle piante acquatiche invasive ed ha parlato delle conseguenze possibili di queste manipolazioni sull’ecosistema lacustre entrando nello specifico del Lago di Fimon.

Andrea Baldisseri, Tecnico ambientale della Provincia di Vicenza, nella relazione” La gestione del lago di Fimon ed il ruolo della Provincia “ha presentato il quadro gestionale del lago, illustrando gli interventi realizzati negli ultimi anni e le prospettive future. Tra i temi ricorrenti figurano la manutenzione ambientale, il coordinamento tra enti e la necessità di risorse economiche stabili.

Giustino Mezzalira, Dottore forestale e Presidente della Sezione Scienza e tecnica dell’Accademia Olimpica, nella relazione” Scenari per la gestione del lago” ha concluso con una riflessione sulle future opportunità, proponendo un approccio integrato che unisca ricerca scientifica, tutela della biodiversità, fruizione pubblica e governance condivisa del territorio. La relazione ha analizzato le principali criticità che dovrebbero essere affrontate, proponendo per ciascuna di esse delle soluzioni condivise tra i diversi relatori del convegno.

Il Lago di Fimon rappresenta un patrimonio naturalistico e storico unico, ma richiede una gestione continuativa basata su dati scientifici, monitoraggio ambientale e collaborazione tra istituzioni. La sfida principale consiste nel contrastare l’interramento e il degrado ecologico senza compromettere gli equilibri naturali dell’ecosistema.

Rassegna stampa:

https://tvavicenza.gruppovideomedia.it/it/on-demand/telegiornali/tva-notizie?id=135974&clip=135997

Filmato del convegno:

https://www.youtube.com/watch?v=knGXmOzWNdg


Ultimo aggiornamento

30 Luglio 2026, 09:06

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