Nuovo studio dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) e dell’Università di Padova aiuta a capire l’evoluzione di una rara forma di leucemia

0
77
@Nemes Laszlo/shutterstock.com - riproduzione riservata

È il frutto di una collaborazione tra l’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) e l’Università di Padova, lo studio Defining TCRγδ lymphoproliferative disorders by combined immunophenotypic and molecular evaluation, che mostra nuove caratteristiche utili a identificare più precisamente l’evoluzione e i sottotipi di una rara forma di leucemia.

Pubblicato su Nature Communications da Antonella Teramo (VIMM e Università di Padova), lo studio è stato condotto da un gruppo di ricerca coordinato dai docenti  Renato Zambello, Gianpietro Semenzato e dal Dipartimento di Ematologia e Immunologia Clinica diretto da Livio Trentin, in collaborazione con Stefania Bortoluzzi (Padova), la prof.ssa Sara Galimberti (Pisa) e il prof. Enrico Tiacci (Perugia).

I dati appena pubblicati hanno permesso di identificare nuovi marcatori utili alle analisi diagnostiche e a una migliore cura dei pazienti affetti da leucemia a grandi linfociti granulati di tipo Tγδ (TγδLarge Granular Lymphocyte leukemia, TγδLGLL). TγδLGLL è una forma di leucemia poco studiata per il fatto che si presenta raramente e dunque i casi poco numerosi difficilmente permettono di ottenere risultati statisticamente significativi. Si può manifestare in forma sia asintomatica sia severa, e la diagnosi è complicata dal fatto di poter essere confusa con un linfoma altamente aggressivo con cui la TγδLGLL condivide diverse caratteristiche. Le strategie terapeutiche richieste per le due malattie sono tuttavia differenti. Nel corso dello studio i ricercatori hanno applicato tecniche di ultima generazione e si sono avvalsi delle numerose competenze scientifiche offerte dai centri di ricerca coinvolti. In questo modo è stato possibile studiare un’ampia casistica di pazienti affetti daTγδLGLL, identificando le caratteristiche biologiche e i tipi di analisi necessari per un corretto inquadramento della patologia e per individuare quando la malattia ha un andamento indolente e quando è invece sintomatica.

“La novità di questo studio riguarda l’aver identificato nuovi marcatori per distinguere con chiarezza i tipi di malattie da cui sono affetti i pazienti, fornendo così ai medici che si ritrovano di fronte a casi di questa leucemia poco conosciuta la strategia da applicare e le caratteristiche cruciali per riconoscerne la variante e le sotto-varianti” commenta Teramo responsabile dello studio.

Fonte news: Università di Padova